2022 “A tutti coloro che sono costretti a lasciare la propria casa per guerra, fame, ingiustizie. A tutti quelli che rischiano la vita per tentare di trovare un’altra vita “, così si apre l’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, edizione Terra Nuova.
2022 SEMI VUOI BENE2, in esposizione all’ Orto Botanico di Roma, è un progetto che nasce dalla precedente mostra SEMidei e SEMI VUOI BENE, presentate nel 2019, 2020 e 2021 a Roma e all’ Orto Botanico di Viterbo, e che prosegue le riflessioni sul mondo imperscrutabile dei semi, simbolo di totalità, nascita, crescita e divenire, per ampliarle a quelle più generali della salvaguardia dell’ambiente. Il lavoro esposto invita a ripensare al rapporto che ognuno di noi instaura ogni giorno con l’habitat in cui vive attraverso piccoli gesti quotidiani di rispetto, amore e responsabilità. In mostra una serie di tele che prediligono l’utilizzo di colori minerali e argille con pigmenti colorati e collanti naturali. Ogni tela ha una sua diversa ispirazione: l’acqua sorgiva, il movimento terruleo, il vento, il sottobosco, il fuoco, la rinascita.
2021 SEMI VUOI BENE è un progetto che nasce dalla precedente mostra SEMIdei, presentata nel 2019 e 2020 a Roma e a Viterbo, e che prosegue le riflessioni sul mondo imperscrutabile dei semi, simbolo di totalità, nascita, crescita e divenire, per ampliarle a quelle più generali della salvaguardia dell’ambiente: l’artista, dunque, invita a ripensare al rapporto che ognuno di noi instaura ogni giorno con l’habitat in cui vive attraverso piccoli gesti quotidiani di rispetto, amore e responsabilità. In mostra all’ Ex Cartiera Latina in via Appia Antica, una serie di opere di Alberta Piazza che, in questa seconda fase del progetto, predilige nelle sue tele l’utilizzo di colori minerali e argille con pigmenti colorati.
2019 SEMIdei è una riflessione sul mondo imperscrutabile dei semi, simbolo di totalità, nascita, crescita e divenire. Alberta Piazza tende, con la sua ricerca artistica, a recuperare un’unità con la parte primordiale dell’universo, con i cicli della terra e la capacità rigenerativa della vita, osservando ed indagando elementi piccoli, all’apparenza inerti e immobili ma che hanno sempre accompagnato l’uomo nel corso della storia. I semi sono l’inizio e la fonte di ogni vita, simbolo di crescita ed evoluzione genetica, espressione della diversità e della moltitudine, della natura e della cultura.
2018 LA TERRA E LE PIETRE In un mondo travagliato dai conflitti, dalle guerre e dalle crescenti disuguaglianze, le emozioni soggettive risorgono più che mai. La donna/uomo non più solamente essere razionale, si trova a contatto con i propri impulsi e emozioni quali la paura, l’ansia, l’aggressività. Si profila quindi, un soggetto vulnerabile e fragile che crea dei percorsi mentali e psicologici che affondano nell’ istinto primitivo e primordiale. Si cercano àncore di salvezza e appoggi irrazionali, si fa caso ai sogni e ci si affida ai segni che incidentalmente troviamo sul nostro percorso. Ci si crea un “pantheon” di simboli, oggetti-culto, talismani arcaici che ci accompagnino nella nostra esistenza proteggendoci dalle difficoltà.
Alberta Piazza mette in campo le abilità pregresse, i frutti delle sue ricerche artistiche, le poetiche e le scelte esistenziali. In questo progetto presenta il tema del viaggio nel suo più ampio significato, ricerca della conoscenza ma anche viaggio della vita, come la stessa nascita. Viaggio come trasformazione, percorso di cambiamento fisico e mentale, scoperta, separazione, memoria, includendo in tali aspetti il drammatico fenomeno migratorio dell’essere umano nei nostri giorni. Per Alberta Piazza l’esperienza del viaggio comporta l’essere gettati in un allontanamento dal luogo iniziale che si abita per arrivare a un altrove e andare quindi verso il non familiare. Lo sconosciuto come esigenza dell’inconscio di familiarizzare con il mondo più vasto, quali spazi ritrovati nella propria geografia simbolica esterna-interna. Quindi il viaggio come rimescolamento di parti della propria identità per riconfigurarla con le nuove esperienze, come oggetto trasformativo che può favorire un mutamento dell’io (Leed). I lavori che presenta sono centrati sull’orizzontalità delle opere a scandire la continuità il-limitata ma suddivisibile del tempo. (dal testo critico di Zarletti)
Dire che il presente reca impresso il marchio di molteplici passati equivale a dichiarare prima di tutto indistruttibilità di un’impronta del tempo – o dei tempi- sulle forme stesse della nostra vita attuale.
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